28 Dic

ISTITUZIONE E TRASGRESSIONE NEL RAPPORTO DI COPPIA

In ogni coppia cerchiamo la soddisfazioni di bisogni inconsci, che possono essere ricondotti a necessità di sentimenti istituzionali oppure trasgressive.

Siamo a fine anno ed è tempo di buoni propositi; chi è che, al riguardo, non butta un occhio  sulla propria situazione sentimentale? C’è chi è in coppia e vuole rimanerci a lungo, chi invece vorrebbe cambiare ma non sa come affrontare la questione, chi ancora è single e vorrebbe trovare la propria metà… e tanti altri propositi differenziati.

Alla fine, l’elemento comune di tutti questi propositi è l’incontro tra due (o più…?) persone, il che significa anche l’incontro tra le loro Istanze Emotive; se vogliamo essere più immediati, tra i loro Inconsci (vedi Comunicare con l’Inconscio e Sulla ruota del criceto).

Le evoluzioni, le modificazioni, e, in ultima analisi, la durata di un rapporto di coppia dipendono in larga misura da come i bisogni inconsci delle persone coinvolte si giocano la loro partita, di come essi si incastrano l’uno con l’altro. Vi sarà più facile comprendere il mio discorso se avete già letto Coinvolgimento emotivo: il cibo dell’inconscio.

 

Tutti abbiamo sentito delle “ricette della nonna”, citato o sentito dire vecchi o nuovi proverbi riguardanti la vita di coppia, da “dopo il matrimonio la passione cala” a “l’amore non è bello se non è litigarello”. Qualcosa di vero, un elemento comune di questi detti c’è: è vero che nell’altra persona ci deve essere qualcosa che ci coinvolge a livello profondo, e quel tipo di coinvolgimento va rinnovato, in qualche modo. Ciò che ha “agganciato” due persone, che li ha fatti emozionare, sentirsi persi senza l’altro, desiderosi della presenza o del contatto, ma anche preoccupati o arrabbiati, sono elementi in gran parte inconsci, e sono quelli che più hanno bisogno di essere rinnovati, se vogliamo che l’intesa duri.

 

A questo proposito voglio soffermarmi su due figure simboliche che racchiudono in sé la gran parte delle necessità inconsce che soddisfiamo unendoci con una persona piuttosto che un’altra (oppure continuare a essere felici con una persona piuttosto che insoddisfatti) e possiamo immaginarli come due personaggi: l’Istituzionale e il Trasgressivo.

Essi sono dei modi di coinvolgere emotivamente il prossimo, e ognuno di noi può interpretare  entrambi.  Ciascuno di noi è capace suscitare coinvolgimento Istituzionale oppure Trasgressivo a diverse altre persone: dipende da cosa noi rappresentiamo per loro.

Figurarci la durata e la qualità di un rapporto può essere molto facilitato se scopriamo quale figura simbolica stiamo interpretando, e quale sta interpretando il/la nostra/o partner per noi.

 

Definiamo le due figure. La figura Istituzionale (che susciterà sentimenti “istituzionali”) è uno stimolatore di emozioni rassicuranti, tendenzialmente precostituiti e formalizzati. Serve a chi si sente coinvolto con la struttura, le certezze, le garanzie, a chi trova emozionante far parte dell’ istituzione. Se vi è difficile immaginare di cosa parlo, pensate a coloro che si commuovono al suono dell’inno nazionale, o trovano affascinante inossare delle divise, trovano emozionanti le parate (non solo militari). E’ una semplificazione, ma spero renda l’idea.

La figura Trasgressiva (che susciterà sentimenti “trasgressivi”), invece, è uno stimolatore di emozioni di evasione, di sorpresa, di improvvisazione, e tendenzialmente istiga a trasgredire verso ciò che è Istituzionale. Parlo quindi di chi trova eccitanti le imprese straordinarie, le innovazioni, il rischio, il coraggio, l’anticonformismo.

Come potrete già constatare le due figure NON sono per forza antitetiche, a volte possono sovrapporsi: questo è essenziale per il nostro discorso. Andiamo con ordine, comunque.

 

Chi siamo noi per i nostri partner, e noi per loro? E soprattutto, in che misura?

Dobbiamo partire dal presupposto che noi ricopriamo un ruolo che soddisfa dei bisogni inconsci dei nostri partner, e che essi possono essere tendenzialmente Istituzionali o Trasgressivi.

Proviamo a capirci meglio: se pensiamo a una ragazza casa e chiesa, amante dei libri, caruccia ma mai ostentata, seria e amante delle cose serie, alla maggior parte dei suoi compagni susciterà sentimenti istituzionali. Cioè, chi tenderà ad innamorarsi di lei vorrà una storia dolce, delicata e tendenzialmente proiettata nel futuro. La stessa ragazza, però, osservata, che ne so, da suo cugino, oppure dal padre di un suo amico, potrebbe rappresentare un desiderio erotico trasgressivo. Avendo lei delle caratteristiche di parentela stretta, o di “amica del figlio”, categorie entro le quali nessun desiderio erotico è istituzionalmente consentito,  diventa automaticamente un oggetto di passione trasgressiva. Questo è un esempio limite, per fare capire il meccanismo: molto più banalmente possiamo pensare ad un ragazzo che, mentre alla sua fidanzata suscita emozioni istituzionali, alla sua collega di lavoro ispira sentimenti trasgressivi. E la cosa è fattibile anche al contrario: si può essere trasgressivi per la moglie e istituzionali per l’amante: tutto dipende dalla qualità delle emozioni che ci coinvolgono e che vengono stimolate.

Uscendo dalla semplificazione degli esempi, il nostro compito è un poco più complesso: dovremmo stabilire che tipo di figura rappresentiamo noi per i nostri partner (e loro per noi) e soprattutto se ciò che esprimiamo noi è ancora ciò che coinvolge l’altro.

Mi rendo conto che una analisi approfondita di tutte le variabili possibili è molto complessa, e per chi fosse interessato consiglio il mio corso Il Meglio del Peggio di Te.

Qualcosa possiamo comunque iniziare a fare, e cioè osservare se ciò che ci coinvolge nel nostro partner è qualcosa di istituzionale oppure di trasgressivo.

Anche in questo caso ci possiamo comprendere meglio con degli esempi: ci coinvolge del/della partner il fatto che ci si può fare affidamento, che è una figura solida, organizzata, premurosa, protettiva? È questo che ci coinvolge? Dunque, ci emozioniamo prevalentemente di fronte alla istituzionalità. Molto probabilmente l’altro componente della coppia, se è così, ci vedrà come una persona imprevedibile, ondivaga, piena di sorprese, energica (trasgressiva). Ecco, immaginando una situazione di questo tipo, e dato per inteso che la nostra intenzione è quella di “far durare la coppia”, quello che dovremmo fare è rinnovare le emozioni che coinvolgono il partner. E, eventualmente, cercare di comunicare meglio il bisogno che il/la partner rinnovi le emozioni che coinvolgono noi.

 

La questione interessante di tutto ciò io la trovo nel fatto che i bisogni di Istituzione o di Trasgressione NON si esprimono solo con condizioni piacevoli: l’importante è che le emozioni siano coinvolgenti, e noi sappiamo che la Istanza Emotiva non valuta la piacevolezza o la ragionevolezza delle situazioni. Possono esserci cioè, delle situazioni che avvertiamo come spiacevoli ma che sono coinvolgenti per il nostro inconscio.

Ci sono delle coppie che sono durate decenni con litigi continui: pensiamo alle figure caricaturali della moglie sgobbona e lamentosa e del marito pigro e dedito alle libagioni.

Entrambi si lamentano l’uno dell’altra e passano il tempo a litigare e a farsi i dispetti: bene, quello è il modo in cui i loro Inconsci si emozionano, e in questo caso è chiaro chi ha bisogno di una figura Istituzionale e chi ha bisogno di una figura Trasgressiva.

Il marito (trasgressivo) ha bisogno di una figura istituzionale, la quale si coinvolge nelle sue bizzarrie e nulla importa se questo coinvolgimento si esprime con irritazione e rabbia. Funziona, e infatti lui non la lascia!

La moglie (istituzionale) ha bisogno di una figura trasgressiva, la quale si coinvolge nelle restrizioni e nei vincoli che ella impone a lui, e nulla importa che lui faccia di tutto per evitarli e combatterli, anzi, tutto ciò è rigenerante. Anche questo è un esempio limite, che serve a mantenere alta la guardia rispetto al giudizio razionale, che valuta con il metro della piacevolezza.

Se vogliamo valutare ciò che serve a far durare una coppia, ci dobbiamo concentrare su ciò che coinvolge la nostra Istanza Emotiva: e, nel farlo, teniamo presente se abbiamo più bisogno di Istituzione o di Trasgressione.

Abbiamo bisogno di entrambi, tutti, ma in che misura necessitiamo ADESSO, di una figura piuttosto che di un’altra? È una continua ricerca, e anche questo dovrebbe mantenerci appassionati.

L’unica cosa sicura è che le coppie inossidabili hanno trovato, l’uno/a nell’altro/a, un amalgama sia di istituzione che di trasgressione.

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Sono uno psicologo e uno psicoterapeuta e quel che faccio ogni giorno è diffondere soluzioni, e laddove possibile idearne di nuove, al servizio del benessere altrui.

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